Sunday, May 26, 2013

1 Sem 2013 - Part Fourteen

Piero Odorici
With The Cedar Walton Trio



By Bill Milkowski at JazzTimes
Veteran tenor saxophonist Piero Odorici, an in-demand player on the European jazz scene, makes an impressive showing on his Stateside debut. Accompanied by Cedar Walton and the pianist’s regular working rhythm tandem of bassist David Williams and drummer Willie Jones III, Odorici exhibits a bold tone and strong, fluid lines on his Trane-inspired modal number “Casadias,” Jones’ beautiful ballad “For Someone So Beautiful” and an exuberantly swinging take on “Over the Rainbow.” He again channels John Coltrane on his lyrical interpretation of “My One and Only Love,” accentuated by Jones’ sensitive yet swinging brushwork. There’s a touch of Sonny Rollins in his buoyant playing on Williams’ calypso-flavored “Native Son” and a bit of swagger on Walton’s breezy swinger “Willie’s Groove.” At 50, Odorici is no Young Lion. But for Stateside jazz fans, he’s an exciting new discovery.


Harvie S with Kenny Barron
Witchcraft



By Lloyd Sachs at JazzTimes
Kenny Barron, whose duets with tenor great Stan Getz rank among the greatest achievements in that format, has recorded only a handful of duo albums with bassists. One of them, his 1986 encounter with Harvie S, Now Was the Time, came out almost by accident, years after it was recorded. (It was discovered among Harvie S’ belongings and released in 2008.) A mere five years later, in time for Barron’s 70th birthday, Witchcraft arrives as a rewarding sequel.
Produced by the bassist, the album departs from its predecessor’s heavyweight jazz standards to explore a mix of songs ranging from the Brazilian classic “Rio,” to Stevie Wonder’s “Creepin’,” to the archival coup “Deep Night,” a 1920s hit for Rudy Vallee that Sonny Clark recorded on his 1958 classic, Cool Struttin’. Like seasoned dance partners, the bassist and pianist move gracefully as a pair while alternately taking the lead, the former with his resounding melodic statements and atmospheric bending and shaping of notes, the latter with his patented blend of bop-school dazzle and old-school elegance.
As he did with Charlie Haden and his old Sphere partner Buster Williams, Barron thrives in the company of a bassist with a pronounced sound. The album gains momentum as it goes, saving its best for the final three tunes: the bassist’s romantically charged, slow-building original “Until Tomorrow,” and a popping, streaming take on Duke Ellington’s antic masterpiece “Wig Wise,” capped by free-jazz passages and a relaxed romp through the title song.


Enrico Zanisi Trio
Life Variations



By Jon Ross at DownbeatThe first sound on Italian pianist Enrico Zanisi’s deeply satisfying trio CD is the resonant, woody bass of Joe Rehmer. Unaccompanied and playing almost to himself, he lays down a short, four-bar phrase of loping quarter and half notes, a figure that bleeds over bar lines and establishes a smooth, easy feel to the tune. Zanisi, who can bring a subtle touch to his piano for one phrase and then sharp, steady accents the next, echoes the line with his left hand while drilling eighth-note chords to move the piece along. What once was drifting now has a groove, aided by Alessandro Paternesi’s funky kit work, and “Life Variations” takes off.
As on the title track, Zanisi is the star of the disc; he takes beautiful solo turns on the baroque-turned-scintillating slow jam “Carosello/Troppo Scuro” and the orchestral “Inno”. But his trio music is as much about the band as it is about Zanisi himself. The group creates delicate soundscapes, with Zanisi painting broadly with gradual contrasts in dynamics and accents, as well as minor tweaks in rhythm.
For the most part, the tunes don’t start off as aggressive or loud, but Zanisi can get confrontational in his deliberately articulated solo runs, and most of the tracks contain an orchestral swell to a climatic crescendo. Zanisi’s tunes are about the slow build. His modern original pieces—in which blues, bepop, swing and classical music coexist—are thoroughly complete compositions.
Such range in a band needs to be recorded with care, and this step is evident, giving Zanisi’s piano a singular presence in solo introductions, but letting all the instruments shine equally in a bright, lively environment. Life Variations shows the 22-year-old Italian pianist on the rise, aware of his classical past, but dedicated to his future in jazz.
All original compositions.
Recorded in Cavalicco (Udine) on 13, 14, 15 June 2012 at Artesuono Recording Studio
Recording engineer Stefano Amerio


Nico Catacchio T(th)ree
The Second Apple



By VenusDist
T(h)ree come albero genealogico dai quali rami scaturiscono idee e sonorità originali, ma anche numero perfetto della formula piano trio, massima espressione acustica di contenuti emotivamente forti. "The Second Apple" è il titolo del nuovo entusiasmante progetto in uscita il 1° settembre 2012, con sette brani inediti a firma del contrabbassista Nico Catacchio. Jazzista per vocazione, formatosi con il rock e indagatore instancabile di tutte le realtà colte e contemporanee, dall’etnica alla classica, all’immaginifico imprint da colonna sonora che, come un’alea eterea, vagheggia durante l’intero disco. Lunghe suite di brillante arte compositiva trasformano l’ascolto in un viaggio senza sosta, da estesi panorami minimalisti al limite dell’ambient a trasognanti elaborazioni dal gusto classico contemporaneo. Gli assoli di contrabbasso di Nico Catacchio hanno una valenza melodica notevole e il comping gode di un interplay continuamente in divenire grazie agli input creativi del formidabile batterista Michele Salgarello. Il contrappunto melodico e armonico è completato da Nico Morelli, validissimo pianista a suo agio nello stile moderno e visionario, caratterizzato da un virtuosismo mai fine a se' stesso e sempre personalissimo. Una coesione inscindibile che rende perfettamente l’idea di modernità della musica jazz, la quale viene destrutturata e ricostruita secondo canoni imprevedibili, in un altrove intimo e ricercato. Un ascolto sicuramente diverso ed accattivante, che può scuotere gli animi e destare dall’usuale. Contemporaneità, sperimentazione e classe sono anche brand "Made in Italy" e l’album del Nico Catacchio T(h)ree dimostra senz’altro di essere all’altezza delle moderne produzioni east coast e nordeuropee.


Riccardo Arrighini Trio
Like Children On A Wide Lawn



By Abeat
Riccardo Arrighini è il pianista italiano che ha fuso la musica Classica e Lirica con il Jazz!
Arrighini è un pianista straordinario, che ha suonato e collaborato in molti importanti progetti musicali degli ultimi anni sia come partner che come solista; tra gli altri si citano : Francesco Cafiso, Lee Konitz, Steve Grossman, Harry Allen, Joe Cohn, Joe Lee Wilson, Enrico Rava, Paolo Fresu, Danilo Fabrizio Bosso, Antonello Salis, Ares Tavolazzi ....
Il trio di Riccardo Arrighini inizia nel marzo 2012. Questo disco la loro prima testimonianza discografica : si evincono stile moderno, suono fresco, idee innovative. È possibile ascoltare un mix di swing jazz puro e qualche eco classica e lirica. Arrighini dispone di un tocco meraviglioso unitamente ad uno spiccato senso melodico ed un linguaggio ed un senso dell’ improvvisazione assai articolato ed originale. Supportato da una ritmica giovane, potente ed eclettica. Il repertorio prevede 8 brani, di cui 5 originali composti dallo stesso Arrighini e 3 standards , d cui uno americano ed uno italiano . Il tutto riarrangiato per trio acustico e con l’ausilio di effetti elettronici, distorsioni, glockenspiel e molto altro…
Questo album è stato definito come un “gioiello”, un vero e proprio viaggio musicale alla scoperta delle molteplici variante legate alla formula del trio.
With:
Riccardo Arrighini : Piano,glockenspiel, live electronics
Emiliano Barrella : drums, percussions, live lectronics
Pietro Martinelli : Doublebass, live electronics


Alessandro Lanzoni Trio
Dark Flavour



By Paola Parri at pianosolo.it
Disco d’esordio come leader per il ventunenne Alessandro Lanzoni che ratifica così una già consolidata esperienza musicale in contesti di prestigio e mette a frutto con risultanti eccellenti non solo la sua formazione classica, ma anche gli studi jazzistici e le conseguenti collaborazioni con artisti di levatura internazionale. Questo trio nasce infatti proprio a Siena Jazz, dove Alessandro Lanzoni frequenta i corsi avanzati e incontra Matteo Bortone (contrabbasso) ed Enrico Morello (batteria). Questa registrazione rappresenta l’approdo di Lanzoni alla Cam Jazz, il cd infatti esce per la serie “Cam Jazz Presents”, sezione dedicata ai giovani talenti del jazz, ma a buon diritto potrebbe figurare fra le produzioni di artisti già affermati, tanta è la maturità artistica di questo giovane pianista e compositore.
Negli undici brani che costituiscono “Dark Flavour”, in contrasto con l’aggettivo dark del titolo respiriamo quella luminosità che è propria dell’entusiasmo, della gioia del far musica. Idee originali nelle composizioni autografe di Lanzoni, ad esempio “Anatolio”, “Rumors”, “Feeling nervous” o “Assembly lines”, che denotano grande competenza armonica ed un gusto molto raffinato nella creazione di nuovi temi, di nuove melodie. Fortemente percussivo in alcuni temi, veloce, padrone dello swing classicamente inteso, in altri Lanzoni apre alla morbidezza delicata della ballad con immutata naturalezza, basta ascoltare l’incantevole “Levra” in cui le cellule melodiche del tema si muovono fra frasi lineari e momenti di sospensione in cui fa capolino il valore significante della pausa, del silenzio musicale. O ancora la title track “Dark Flavour”, brano dall’andamento fortemente narrativo alla cui voce primaria, il pianoforte, è affidato l’enunciato essenziale, coerentemente inserito nella sezione ritmica che ne rappresenta l’ideale ambientazione, ne determina il clima, fra la malinconia e uno sguardo proiettato in avanti.
Audace, onesta e felice negli esiti la presa di possesso di alcuni standard, fra l’altro di musicisti non semplicissimi, come Thelonius Monk (“Introspection”, “Crepescule with Nellie” e “Bright Mississippi”) e John Coltrane (“Satellite”). Alessandro Lanzoni dimostra di aver assimilato pienamente il linguaggio dei grandi maestri del jazz e di aver oltrepassato quella fase embrionale di elaborazione da cui si parte per approdare alla creazione personale. Il pianista padroneggia egregiamente le strutture e le manipola con creatività, plasma la materia musicale e la forgia nuovamente seguendo il fertile estro della propria sensibilità. “Dark Flavour” dimostra quanto meritati siano stati i riconoscimenti fino ad oggi attribuiti ad Alessandro Lanzoni, dal premio come Best Young Soloist al Concorso internazionale Martial Solal del 2010, dal primo Premio al Concorso “International Massimo Urbani Award 2006” al Concorso Internazionale “Elba Jazz Contest 2008” come leader del “Teen Quartet”e al Concorso “Luca Flores 2008” di Esecuzione Pianistica Jazz di Firenze. Non più ragazzo prodigio dunque, piuttosto artista in piena attività.
Recorded in May 2012 at Entropya Studios Recording engineer Stefano Bechini.

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